Siamo lieti di pubblicare il racconto di una nostra socia che ha vissuto per qualche tempo in Belgio e si è avvicinata al mondo del “lavoro” col suo boxer Homer (nel racconto spesso chiamato con la sola iniziale “H”). Il suo boxer si è trovato a praticare una delle discipline più difficili ma al contempo più affascinanti : Il ring Belga!
Ed ha dimostrato che un BUON BOXER è in grado di sostenere tale addestramento come (e forse meglio.. a modo suo) i “famigerati” pastori belga malinois.
Inoltre ci fa immenso piacere ricevere la testimonianza di “vita vissuta” sull’addestramento al “morso” che spesso è mal considerato per un ingiustificato preconcetto : il cane che morde diventa “cattivo”. Speriamo che questa testimonianza sia d’ausilio a dissipare tali preconcetti.
“Sono felice di dividere (finalmente) questa mia esperienza. Ne sono entusiasta e fin troppo spesso ho trovato muri di ignoranza e bugie di fronte questa disciplina. Spero vivamente di poter continuare in Italia, perchè è un balsamo vitale per Homer, quindi anche per me!!!!
Verso i 7 mesi H fu bastonato da un vecchio, mentre gli leccava le mani (ci tengo a precisarlo perchè significa che PRIMA di questo episodio il mio cane era fiducioso verso gli anziani). Da allora ha sviluppato un terrore totale verso gli anziani-gobbi. Certo, gobbi perchè le persone gobbe sono protese verso il basso, poveri, e H non ricorda la bastonata, non l'ha neanche visto il bastone con cui è stato colpito forte, sa solo che gli uomini protesi in avanti procurano dolore....
Allora verso l'anno di età di H io e mio marito abbiamo deciso: H avrebbe fatto addestramento "al morso". Perchè volevamo un cane diffidente. Dopo poco abbiamo capito che H non sarebbe mai diventato diffidente, anzi, sembrava amare sempre di più le persone. Ma mentre portavo H ad addestrarsi "al morso" lo vedevo maturare, crescere, felice ed entusiasta. La prima lezione era appresa (da noi): H non odiava nessuno solo perchè mordeva una manica. Abbiamo capito e accettato che il nostro cane, il nostro boxer, non sarebbe mai stato diffidente e distaccato. Era il nostro "mignottone", sempre e sempre di più.
Il campo di addestramento è semplice, selvatico. Ogni tanto tagliano l'erba, ma non così spesso. Siamo in Belgio e in Belgio le cose sono più semplici, più facili. Attaccato al campo c'è un pub. Nell'attesa, anche se sono le 11 della mattina, ti fai una birra.
Io vado con Homer, ad addestrarlo a mordere. Rido (si vede nella foto) perchè lui non fa un rumore, un ringhio, un abbaio. Morde e basta. Gioca. E' felice, e io quindi rido.
Passa il tempo, io non parlo francese, mentre i figuranti parlano solo il francese. Mi indicano posizioni da raggiungere col mio cane, e mi fanno capire se e quando togliere il guinzaglio. Non so perchè, ma "ubbidisco". Mi fido di H, mi ha già fatto capire che sbagliavo all'inizio, quando pensavo che sarebbe diventato KANE KATTIVO con questo addestramento. Quindi lascio che lui segua il suo istinto.
Mi chiedono di stare attaccata alla recinzione, e si arrabbiano se mi scosto, anche se accade perchè H tira come un pazzo. Devo tenere la posizione, sempre e comunque. Io incito H, gli dico "ho paura", "attento" e poi finalmente "ATTACCA!". Ce l'ha scritto nel DNA, lui morde e tiene, strattona, e non sente altro che (forse) il suo istinto, il suo cuore. H. gioca, me lo dicono. Sta giocando, sta scherzando. Io sono felice, perchè H gioca e si diverte. Passa il tempo e anche se a volte devo aspettare 30 minuti prima che arrivi il mio turno, io non demordo. Prima facciamo ubbidienza, con qualche esercizio di agility. Ma quando cominciano nel campo adiacente con l'addestramento al morso, io e H ci distraiamo, guardiamo l'altro campo e aspettiamo con impazienza il nostro turno. E' boxer, quindi è autorizzato a distrarsi. Ma non abbaia, non mugola, non si lamenta. E' boxer e fissa con attenzione cosa succede nel campo adiacente, senza lamentarsi. H non gioca più. Morde con la consapevolezza di mordere, SA come mordere.
E' il nostro turno. Ma oggi c'è una novità!!! Il figurante ha una tuta completa! Che succede? Mi chiedono di invogliare H a mordere la gamba. Lo fa, ma a lungo andare, perde interesse, e vuole mordere la manica. La tolgono, ma lui rimane spaesato, non morde assolutamente il braccio nudo, ma non sembra particolarmente interessato alla gamba.... lo fa, ma senza grande entusiasmo
Pazienza, dopo qualche lezione capiscono che non fa per lui e si torna alla manica sul braccio.
Mi chiedono di farlo salire su passerelle, su piattaforme, mi chiedono di farlo mettere dietro un ostacolo..... di togliere il guinzaglio, di lanciarlo all'attacco, di richiamarlo ad un segnale dell'addestratore... io ogni volta sono sfiduciata e dubbiosa, penso che mai H lo potrà fare, invece, altra grande lezione, lui mi insegna che BASTA CHIEDERE. Lui mi ascolta, io devo solo chiedergli di farlo. Beh, non è che chiedo, esattamente. ORDINO. Sono femmina, sono donna e devo fare uno sforzo notevole con la voce per raggiungere la sua soglia di attenzione. Spesso vado via dal campo con un forte mal di gola, per lo sforzo di abbassare il mio tono. Ma vuoi mettere la soddisfazione????? Intanto si fa "capannello" intorno il mio boxer. Alcuni mi chiedono di provare con lui, si infilano la manica e mi dicono cosa fare. Io faccio, non capisco il francese, ma vedo la loro sorpresa e curiosità.
All'improvviso, dopo un annetto di addestramento, mi chiedono di lanciare H verso il figurante, e poi di bloccarlo a metà corsa. Io penso dentro di me "non lo farà mai". Ci provo, comunque. E con mia grande sorpresa, con mio totale stupore, H, al mio comando "ALT", "QUA'", si ferma, si volta e torna da me. La mia sorpresa, la mia GIOIA è inimmaginabile. Non perchè H mi abbia ubbidito, ma perchè in CORSA, mentre andava a mordere felice e contento una manica, MI STAVA ASCOLTANDO. Una parte di lui era con me, sempre e comunque. Senza troppi (è sempre boxer) indugi è tornato da me, senza arrivare a mordere! Il mio cuore era totalmente rivolto a lui, al mio Homer, che con semplicità, con tranquillità mi aveva dimostrato che il nostro legame era ed è solido, tenace, indistruttibile. Mi ascolta, sempre e comunque.
L'addestramento è proseguito con altre prove.
VEngo aggredita alle spalle dal figurante, la cosa difficile è tenere a bada H mentre il figurante mi dà la mano (quella con la manica), mentre parliamo e lui fa il giro delle gomme... H non lo perde di vista, vorrebbe mordere la manica, ma io lo tengo a bada. Alla fine il figurante mi colpisce alle spalle, e H senza aspettare un secondo morde la manica. Sempre con più precisione, aspetta che il figurante stia per colpirmi per mordere senza un minimo di incertezza. La cosa bella è che mentre io "chiacchiero" (parliamo lingue differenti) col figurante, H rimane seduto ai miei piedi. Ma basta una minaccia improvvisa per risvegliarlo e difendermi. Idem per l'attacco mentre passeggiamo insieme. E idem mentre sono seduta fuori del pub.
Incertezze e dubbi non sono in H, e neanche in me. Ci fidiamo vicendevolmente. E tutto grazie all'addestramento. H è l'unico boxer, in campo. Ci sono tanti malinois, un paio di dob e qualche PT.
Io aspetto sempre il mio turno, anche se piove, se fa freddo o caldo.... sono sempre l'ultima, perchè presto me ne andrò dal Belgio. E giustamente gli addestratori favoriscono i connazionali, quelli che coi cani ci lavorano (poliziotti, servizi di polizia privata ecc.).
Qualche volta con H fallisco, non mi ascolta. Ma la delusione lascia il posto alla speranza che la prossima volta andrà meglio, basta che durante la settimana mi impegno a far capire ad H cosa vorrò da lui la domenica successiva. E finora ha funzionato. Cambiamo ambientazione, figuranti ed esercizi. L'entusiasmo che vedo in H mi ha convinto che è la cosa migliore che io possa aver fatto con e per lui. Non è figlio di campioni, non è campione lui stesso di niente, ne di bellezza, ne di lavoro o altro. Anzi, è pure un cane malaticcio e delicato. Ma in campo, tenace, determinato e fiero è il boxer più boxer che io conosca!!! E sono felice per e con lui.”
Di Bruna Porrega